﻿{"id":590,"date":"2019-12-23T17:29:57","date_gmt":"2019-12-23T16:29:57","guid":{"rendered":"http:\/\/www.cordnet.eu\/?p=590"},"modified":"2019-12-23T17:29:57","modified_gmt":"2019-12-23T16:29:57","slug":"la-fibra-ottica-e-il-futuro-necessario-allitalia-ecco-perche","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.cordnet.eu\/index.php\/2019\/12\/23\/la-fibra-ottica-e-il-futuro-necessario-allitalia-ecco-perche\/","title":{"rendered":"La fibra ottica \u00e8 il futuro necessario all\u2019Italia, ecco perch\u00e9"},"content":{"rendered":"<p>La fibra ottica \u00e8 il futuro necessario all\u2019Italia, ecco perch\u00e9<\/p>\n<p>Pi\u00f9 volte il Paese ha tradito la promessa della fibra. Questa deve essere la volta buona perch\u00e9 senza fibra non avremo 5G n\u00e9 una vera internet delle cose o un modello di citt\u00e0 efficiente. La parola passa quindi alla strutturazione di modelli di business e mercato sostenibili per questi obiettivi<\/p>\n<p>Nel 1995, l\u2019allora azienda pubblica Telecom Italia lanciava il Piano Socrate (Sviluppo Ottico Coassiale Rete Accesso Telecom): un progetto molto ambizioso per il tempo, con cui si intendeva cablare in fibra le 19 maggiori citt\u00e0 con velocit\u00e0 di accesso che per l\u2019epoca erano considerate elevate (1.5 Mb di velocit\u00e0 in download e 64 kb in upload) ed in grado comunque di abilitare la diffusione di servizi a <a href=\"https:\/\/www.agendadigitale.eu\/tag\/banda-larga\/\"><strong>banda larga<\/strong><\/a> come la televisione via cavo e altri servizi interattivi. L\u2019investimento inizialmente previsto era di circa 13.000 miliardi di lire (equivalenti a circa 6,7 miliardi di euro), di cui 5.000 effettivamente spesi. Nel 1997, Socrate veniva abbandonato a seguito della privatizzazione di Telecom Italia (ora TIM) e dell\u2019affermarsi della tecnologia ADSL in grado di sfruttare la capillare rete telefonica in rame realizzata durante il periodo di monopolio pubblico.<\/p>\n<p>Il mancato scorporo della rete da un lato e la scelta \u2013 legittima solo in un\u2019ottica di massimizzazione dei profitti \u2013 del quasi-monopolista privato di utilizzare la tecnologia ADSL\/doppino in rame fino a farla diventare il \u201ccash cow\u201d aziendale, ha condizionato per i successivi 20 anni il modello italiano di sviluppo della banda larga, degli altri operatori di telecomunicazione nonch\u00e9 dei fornitori di servizi digitali a valore aggiunto. L\u2019Italia e gli stessi operatori sono caduti quindi in quella che definiamo la \u201ctrappola del rame\u201d e dalla quale faticosamente si sta tentando di uscire grazie al piano approvato dal Governo nel 2015 (Strategia Italiana per la <a href=\"https:\/\/www.agendadigitale.eu\/tag\/banda-ultra-larga\/\"><strong>banda ultralarga<\/strong><\/a>). La Strategia intende coprire, entro il 2020, l\u201985% della popolazione con infrastrutture in grado di veicolare servizi a velocit\u00e0 pari e superiori a 100Mbps garantendo, al contempo, al 100% dei cittadini l\u2019accesso alla rete internet ad almeno 30Mbps. La strategia si integra con quella dell\u2019Unione Europea (EU 2020) la quale richiede anche che entro il 2020 il 5G sia disponibile in almeno una citt\u00e0 principale di ciascun Stato membro.<\/p>\n<p>Ricordiamo anche che la strategia per la European Gigabit Society \u2013 2025 fissa come obiettivi la disponibilit\u00e0 di una connessione gigabit per i settori a maggiore impatto socio-economico, la connessione ad almeno 100 Mbps in tutte le abitazioni ed il 5G disponibile in tutte le aree urbane e lungo le principali arterie di trasporto.<\/p>\n<p>Prima di passare ad analizzare le prospettive di sviluppo, occorre fotografare lo stato dell\u2019arte anche grazie ai dati forniti<strong> dall\u2019AGCOM nel recente Osservatorio sulle comunicazioni n. 1\/2018.<\/strong><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>La fibra ottica \u00e8 il futuro necessario all\u2019Italia, ecco perch\u00e9 Pi\u00f9 volte il Paese ha tradito la promessa della fibra. 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